Akihiro Hino, presidente di Level-5, racconta a Famitsu il 2025 come anno di svolta per lo studio, il futuro di Inazuma Eleven e Professor Layton, e la sua visione equilibrata sull'intelligenza artificiale nello sviluppo dei videogiochi

Hino di Level-5 racconta il futuro dello studio nell’era AI

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Level-5 ha attraversato un anno cruciale, e il fondatore Akihiro Hino lo racconta senza filtri in una lunga intervista concessa a Famitsu. Lo studio dietro Professor Layton, Inazuma Eleven, Fantasy Life e Yo-kai Watch — tra i nomi giapponesi più amati dai possessori Nintendo — si trova oggi a un bivio interessante: da un lato il successo commerciale di Fantasy Life i e Inazuma Eleven: Victory Road, dall’altro un ripensamento strategico su ritmi di sviluppo, criteri di assunzione e il modo in cui l’intelligenza artificiale dovrebbe (o non dovrebbe) entrare nella creazione dei videogiochi. Ecco i punti salienti di quanto raccontato da Hino.

Il 2025, l’anno della svolta per Level-5

Hino ha definito il 2025 il punto di svolta più importante degli ultimi quattro o cinque anni per lo studio. Il motivo è quasi paradossale: sia Fantasy Life i sia Inazuma Eleven: Victory Road sono diventati grandi successi, ma inizialmente Level-5 aveva pianificato di pubblicare nello stesso anno anche Professor Layton e il Nuovo Mondo a Vapore, creando un vero e proprio ingorgo di uscite. Di fronte al successo di Fantasy Life i, Hino ha deciso di rallentare, rimandando Layton per concentrare tutte le energie dello studio sul rifinire ulteriormente la qualità di Inazuma Eleven: Victory Road invece di disperdere le risorse su troppi progetti contemporaneamente. Una scelta che, a suo dire, ha segnato un vero cambio di rotta nella filosofia produttiva dell’azienda.

Per chi segue da vicino l’evoluzione di questi titoli su Nintendo Switch 2, il risultato di questa strategia si vede concretamente: da Inazuma Eleven: Victory Road continua a ricevere aggiornamenti gratuiti di alto livello, incluso il recente crossover con lo stesso Professor Layton, mentre la versione fisica del gioco è arrivata solo a giugno 2026, mesi dopo il lancio digitale.

Localizzazione globale: il ruolo chiave di “Mo-chan”

Uno dei fattori che ha permesso il lancio simultaneo mondiale di Fantasy Life i, secondo Hino, è stato il rafforzamento del team di localizzazione, guidato da una figura molto nota ai fan di Level-5: “Mo-chan”, entrata in azienda come planner e oggi elemento centrale del processo di traduzione grazie alla sua conoscenza di tre lingue e alla profonda comprensione del design dei giochi dello studio. Hino ha sottolineato quanto la sua passione per i titoli Level-5 — spesso definita eccessiva persino da alcuni colleghi — abbia progressivamente elevato la qualità complessiva delle localizzazioni internazionali.

Ufficio obbligatorio, non per abitudine ma per sicurezza

Su un tema molto discusso nell’industria post-pandemia, Hino ha chiarito la posizione di Level-5: il lavoro in presenza resta la norma, con lo smart working concesso solo in casi particolari. La ragione principale, spiega, non è la difficoltà di comunicazione a distanza, ma la gestione del rischio di fuga di informazioni: lo sviluppo di videogiochi richiede spesso hardware specializzato che diventa un rischio di sicurezza se portato fuori dagli uffici, e persino conversazioni riservate durante riunioni da remoto potrebbero essere ascoltate involontariamente da familiari. L’azienda opera oggi su tre sedi principali — Fukuoka, Tokyo e Osaka — con quest’ultima recentemente ampliata in modo significativo. Il personale complessivo si aggira attorno alle 320 persone.

Assunzioni più severe, ma con criteri diversi dal solito

Hino ha rivelato un approccio alle assunzioni piuttosto insolito. Level-5 non punta a una crescita numerica forzata, ma a una selezione sempre più rigorosa, in cui il criterio decisivo non è la sola competenza tecnica, quanto piuttosto la reale passione per i videogiochi e per le opere dello studio. Una filosofia che, a detta di Hino, sta pagando: le candidature dei neolaureati sarebbero raddoppiate rispetto al passato.

Il dettaglio più curioso riguarda un vero e proprio esame di conoscenza dei contenuti a cui vengono sottoposti anche i dipendenti già assunti: chi ottiene un punteggio elevato riceve un aumento di stipendio significativo, indipendentemente dall’anzianità di servizio — persino le nuove assunzioni, se superano brillantemente il test, ne beneficiano. Secondo Hino, la conoscenza approfondita di un titolo permette a un dipendente di diventare una figura centrale capace di rendere più efficiente l’intero processo produttivo, trasformando di fatto l’amore per le proprie IP in una competenza aziendale misurabile e remunerata.

Intelligenza artificiale: strumento sì, sostituto no

Sul tema dell’intelligenza artificiale generativa — argomento su cui Hino si è espresso pubblicamente più volte nel tempo, criticando la diffusa resistenza dell’industria dell’intrattenimento giapponese verso questa tecnologia — la posizione resta pragmatica. Hino sottolinea che lo sviluppo di un singolo titolo può richiedere fino a cinque anni, e per i grandi progetti tripla-A anche dieci: un tempo che considera insostenibile per chi vi lavora, spesso senza risultati concreti da mostrare per un’intera decade. Se l’IA permettesse di ridurre questi tempi — da cinque anni a due, da tre a uno — sarebbe un beneficio per tutti.

Allo stesso tempo, Hino chiarisce che pubblicare direttamente contenuti generati dall’IA senza intervento umano non è, ai suoi occhi, un atto creativo. Il valore aggiunto resta nel giudizio umano: solo chi possiede una conoscenza approfondita di un’opera può valutare correttamente se un output generato dall’IA sia all’altezza degli standard dello studio. Proprio per questo, secondo Hino, le figure con una profonda cultura dei contenuti diventeranno ancora più centrali nell’era dell’intelligenza artificiale, non meno rilevanti.

Il tema dell’evento “Takumi” e il significato dell’artigianalità umana

Il titolo scelto per l’evento LEVEL5 VISION del 10 aprile 2026, “Takumi” (che in giapponese richiama il concetto di maestria artigianale), nasce proprio da queste riflessioni sull’intelligenza artificiale. Hino racconta di essersi interrogato su cosa distingua davvero la creatività umana da quella di una macchina, concludendo che l’amore e la conoscenza profonda per un’opera restano il motore che spinge a crearne di nuove — un elemento che, secondo lui, l’IA non può replicare. Se vuoi ripercorrere tutti gli annunci di quell’evento, li trovi nel nostro articolo dedicato a Level-5 Vision 2026 “Takumi”.

Il mistero di Ushiro continua (ma ora è “open world horror” per Switch 2)

Tra i momenti più curiosi dell’intervista, spicca l’aggiornamento — se così si può chiamare — sul leggendario Ushiro, il progetto horror annunciato originariamente per PlayStation Portable nel 2008 e mai più uscito, diventato una sorta di running gag ricorrente sulle pagine di Famitsu da 18 anni. Quando i giornalisti gli hanno chiesto se mantenere il titolo nell’elenco delle uscite attese, Hino ha scherzosamente proposto di aggiornarlo ancora una volta: da progetto Nintendo Switch a un’ipotetica “grande avventura horror open world per Nintendo Switch 2”. Va sottolineato che si tratta, con ogni evidenza, di una battuta scherzosa nel contesto dell’intervista, non di un vero annuncio ufficiale.

Verso il trentesimo anniversario: un gioco ogni anno e mezzo

Guardando al futuro, Hino ha fissato un obiettivo ambizioso in vista del trentesimo anniversario di Level-5, tra due anni: pubblicare un titolo per ciascuna delle proprie IP principali ogni anno e mezzo, anziché lasciar passare quattro o cinque anni tra un capitolo e l’altro. Ha inoltre confermato l’esistenza di un titolo ancora non annunciato, pensato specificamente come progetto celebrativo per il trentennale dello studio, di cui per ora non sono stati rivelati dettagli.

Per chi segue da vicino tutte le novità di Level-5 su Nintendo Switch 2, ricordiamo che Inazuma Eleven: Victory Road continua a espandersi con contenuti gratuiti regolari, mentre Professor Layton e il Nuovo Mondo a Vapore resta uno dei titoli più attesi dai fan storici dello studio giapponese. Con una filosofia produttiva più attenta alla qualità e un approccio equilibrato all’intelligenza artificiale, Level-5 sembra pronta ad affrontare i prossimi anni con un ritmo di uscite finalmente sostenibile — cosa che, per una software house amata quanto attesa dai fan Nintendo, non può che essere una buona notizia.

Fonte: famitsu.com

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