Geralt di Rivia in The Witcher 3 Remastered su Nintendo Switch 2, con scenario ad alta definizione

The Witcher 3 Switch 2: il confronto con Switch 1 tra grafica, frame rate e caricamenti

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The Witcher 3 Switch 2: la più grande evoluzione visiva tra le due console

Gli aggiornamenti gratuiti dei giochi Switch 1 su Nintendo Switch 2 non sono rari, ma The Witcher 3 Switch 2 si porta dietro qualcosa di diverso. Secondo l’analisi video di Digital Foundry, si tratta della revisione grafica più profonda vista finora tra le due generazioni di console Nintendo: risoluzioni più alte, frame rate migliori e interventi su quasi tutte le impostazioni visive. Per chi ha già l’originale, tra l’altro, l’upgrade è gratuito.

Vediamo punto per punto cosa cambia, e quale modalità conviene scegliere.

Dimensioni dell’installazione e possibile edizione fisica

La versione Switch 2 pesa 55 GB, contro i 39 GB dell’originale. Quello spazio in più ospita asset di qualità superiore: texture a risoluzione maggiore e filmati pre-renderizzati con bitrate più alto, che mostrano meno artefatti di compressione, per esempio nella sequenza introduttiva.

Digital Foundry fa notare che 55 GB è una dimensione compatibile con una cartuccia fisica. Al momento però non c’è alcun annuncio ufficiale e il gioco è disponibile solo su eShop: resta una speranza, non una conferma.

Cosa porta il remaster su Nintendo Switch 2

Il lavoro è stato guidato da CD PROJEKT RED con il supporto di Virtuos, tornando al Red Engine 3 e riprendendo diverse modifiche del progetto Witcher 3 HD Reworked. Il remaster si basa sulla Complete Edition del 2022. Su PC esiste un’opzione di path tracing esclusiva, ma buona parte delle novità arriva anche sulle console.

Su Switch 2 non c’è ray tracing, e le impostazioni raster corrispondono alla modalità prestazioni di PS5. Restano però:

  • l’illuminazione rivista;
  • le texture a materiali fisicamente accurati;
  • il nuovo shading di erba e vegetazione;
  • i nuovi sistemi di combattimento e i menu delle abilità;
  • i controlli con Joy-Con, mouse e giroscopio.

Risoluzione e nitidezza: docked e portatile

Su Switch 1 il gioco girava a una risoluzione dinamica di 720p in dock e 540p in portatile. Su Switch 2 la risoluzione dinamica va da 540p a 1080p in dock, con quello che sembra un upscaling in stile DLSS verso un target di 1080p. Il fogliame sottile non si trasforma più in una macchia indistinta, anche se in alcuni punti l’immagine appare leggermente sovra-nitida.

In portatile la gamma scende a 360p-720p con target 720p. L’upscaler lavora molto di più, soprattutto in movimento, e la chiarezza ne risente rispetto al dock. Tutte le altre impostazioni, dalle ombre alle texture fino ai LOD del mondo, restano identiche nelle due modalità.

Texture, luci e ombre: dove si vede il salto

Texture e personaggi

Le texture sono migliorate in modo generalizzato, dai vestiti di Geralt alle travi degli edifici di Novigrad. Cresce anche il filtraggio anisotropico, e gli NPC lontani non usano più animazioni a scatti: si muovono correttamente a qualsiasi distanza.

Illuminazione e occlusione ambientale

Negli interni cambia l’occlusione ambientale: la vecchia tecnica personalizzata di CDPR copriva gli angoli con una cappa scura, mentre ora l’effetto è più preciso, più luminoso e vicino a quello di PS5. All’aperto c’è una forma di illuminazione globale, probabilmente basata su light probe e non su RTGI, che fa rimbalzare la luce nelle zone in ombra. Le luci locali, come una torcia agitata, ora proiettano ombre dinamiche.

Il limite delle ombre

Le ombre migliorano solo in parte: l’aliasing resta evidente e la cascata di filtraggio è ancora troppo vicina alla telecamera. Digital Foundry cita come caso estremo l’espansione Blood and Wine, in particolare l’esplorazione di Toussaint.

Paesaggi e LOD

Le campagne, i boschi di White Orchard e le paludi di Crookback Bog sono tra i punti di forza. Con LOD migliori il pop-in diminuisce e la differenza con Switch 1, che al confronto appare spoglio, è netta. Il remaster modifica anche la direzione visiva con nuovo color grading, e non è possibile tornare allo stile classico della patch 4.04: una scelta che potrebbe dividere i fan.

The Witcher 3 Switch 2: 30 fps o 40 fps?

Il gioco offre un limite a 40 fps sia in dock sia in portatile, ma solo se la console è impostata su uscita a 120 Hz nei menu di sistema. Con uscita a 60 Hz il limite diventa 30 fps.

Secondo Digital Foundry il target dei 40 fps è troppo ambizioso. Regge bene a White Orchard, negli interni e nelle zone meno affollate di Toussaint, ma a Novigrad o negli scontri con più nemici oscilla di continuo tra 30 e 40, con cali anche sotto i 40 a Crookback Bog. Nel confronto con Switch 1, che puntava ai 30 fps ma scendeva spesso sotto i 20, Switch 2 guadagna comunque 10-15 fps, e in alcuni momenti raddoppia il valore. In portatile i cali sotto i 40 sono altrettanto evidenti, se non di più.

La soluzione consigliata è usare i 60 Hz con cap a 30 fps: impostazioni visive e range di risoluzione dinamica restano uguali, ma il frame pacing è molto più pulito. A Novigrad e nei grandi combattimenti il test non ha mostrato cali nei 20 fps, almeno finora.

Caricamenti e verdetto sulla versione Nintendo Switch 2

Non ci sono stutter da streaming durante la corsa a cavallo: le uniche micro-pause si notano raccogliendo oggetti o aprendo l’inventario. Grande passo avanti anche nei caricamenti: il salvataggio alle porte di Novigrad mostra il primo frame in 40 secondi, contro 1 minuto e 28 secondi su Switch 1. Più veloci anche menu e viaggio rapido.

Per Digital Foundry la versione Switch 2 è facile da consigliare, che si torni sul gioco dopo l’acquisto su Switch 1 o lo si inizi da zero, con 30 fps come scelta più sensata. Se volete saperne di più su come ottenere l’upgrade, leggete la nostra guida sul metodo con la cartuccia, mentre per altri titoli con aggiornamento gratuito c’è il caso di Hollow Knight. Digital Foundry ha annunciato che analizzerà a parte le altre versioni del remaster.

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