Key art di Beyond the Dark: Nightwatch con una mano nera su sfondo verde e la casa sulla scogliera

Recensione Beyond the Dark: Nightwatch, l’horror per due che vive di parole

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Beyond the Dark: Nightwatch
Data di uscita
22 Ottobre 2026
Editore
Atlantis Studio
Il nostro Punteggio
6
Dove trovarlo

Beyond the Dark: Nightwatch, cosa si fa in questa casa

In Beyond the Dark: Nightwatch, disponibile da oggi in esclusiva su Nintendo Switch 2, il tuo scopo è uscire vivo da una casa che non dovrebbe esistere. Uno dei due protagonisti si risveglia in un’abitazione sconosciuta, apparentemente vuota, senza sapere come sia arrivato lì. Bastano pochi minuti per capire che qualcosa si aggira tra le stanze: Gloam, una creatura che reagisce ai rumori e dà la caccia a chiunque si faccia sentire. Bisogna cercare indizi, recuperare oggetti, risolvere enigmi e aprire la strada verso l’uscita, il tutto mentre la creatura ti sta addosso. E non si fa da soli: il gioco è pensato per due persone, ognuna con un ruolo e informazioni diverse.

A firmarlo è Atlantis Studio, team indipendente francese al suo primo progetto, fondato da Nico Augusto e da Ru Weerasuriya, cofondatore di Ready at Dawn. Il titolo è in vendita a 19,99 euro, un prezzo che già dice molto sulle sue ambizioni: un’avventura compatta, costruita attorno a una sola idea, che prova a portarla fino in fondo.

Un horror che ribalta la solitudine

Per decenni il survival horror ha fatto della solitudine il suo ingrediente principale: il giocatore è solo, vulnerabile e senza aiuto, e la paura nasce proprio da questo isolamento. Negli ultimi anni però il genere si è aperto alla condivisione, con esperienze cooperative in cui si investiga insieme, si affrontano minacce in gruppo e si ride (e si urla) davanti allo stesso incubo. Qui Atlantis Studio compie un passo ulteriore: il secondo giocatore non affianca un protagonista tradizionale, ma è l’altra metà indispensabile del sistema.

Chi ha qualche anno di Nintendo alle spalle riconoscerà anche un’eco di Wii U. Quella console giocava con due schermi e informazioni complementari, e in titoli come ZombiU il secondo schermo trasformava la gestione dell’inventario in un momento di vulnerabilità. Nightwatch riprende la suggestione e la sposta sulle persone: due console, due schermi, due prospettive che da sole non bastano. Su Switch 2 funziona bene perché l’hardware permette di dividere davvero l’esperienza invece di forzarla in un’unica inquadratura.

Vista in prima persona in Beyond the Dark: Nightwatch con un dispositivo portatile bianco dallo schermo spento in una stanza buia

Esploratore e Overseer: due ruoli, nessuna visione completa

Il cuore del gioco è la cooperazione asimmetrica. L’Esploratore si muove in prima persona nella casa, raccoglie oggetti, interagisce con gli ambienti e risolve gli enigmi. È il più vulnerabile dei due: vede poco, ogni rumore può tradirlo e spesso non ha idea di dove andare senza l’aiuto del compagno.

L’Overseer fa invece da operatore della sicurezza. Con un dispositivo portatile di sorveglianza controlla le telecamere, consulta le informazioni, segue gli obiettivi e tiene d’occhio gli spostamenti di Gloam. Può anche distrarre il mostro con alcuni strumenti, ma ogni uso ha un prezzo: qualche telecamera può perdere il segnale in modo definitivo. Nessuno dei due è un semplice spettatore, e finché non si parlano chiaramente il gioco non va avanti.

Quando la coppia funziona, nascono momenti riusciti: attraversare un corridoio con una voce che ti guida nell’orecchio diventa una piccola impresa. Quando invece una descrizione è confusa o l’interfaccia dell’Overseer risulta poco leggibile, la fiducia vacilla in fretta.

È qui che il gioco rivela la sua natura sociale. Gli enigmi sono costruiti in modo che alcune informazioni si vedano meglio dalle telecamere e altre solo con un’ispezione diretta, quindi nessuno può risolverli da solo. Le coppie che imparano a descrivere con precisione cosa hanno davanti, magari con un piccolo vocabolario condiviso su stanze, oggetti e direzioni, vanno molto più veloci di chi si affida al “di là, no, l’altra porta”.

Schermata dell’Overseer in Beyond the Dark: Nightwatch con sei telecamere verdi: salone dell’acquario, stanza della giraffa, cinema, stanza dei manichini, cucina e ufficio

 

Rumore e tensione: parlare ha un costo

Il tratto più interessante dal punto di vista del design è il rapporto tra comunicazione e pericolo. Gloam è sensibile ai suoni, quindi ogni movimento brusco o decisione affrettata può attirarlo. Allo stesso tempo l’Esploratore ha bisogno di istruzioni continue per non perdersi, e proprio quella necessità di parlare e ascoltare tiene il giocatore sotto pressione. Il silenzio è sicuro ma inutile, la fretta è utile ma rischiosa: trovare il giusto equilibrio è la vera sfida.

La tensione, di conseguenza, nasce più dall’attesa e dall’incertezza che dagli spaventi improvvisi. Non sapere cosa c’è dietro una porta, non essere certi che una stanza sia davvero sicura, o temere di aver capito male un’indicazione: sono questi i momenti in cui il gioco funziona meglio.

Vista in prima persona in Beyond the Dark: Nightwatch con una sagoma scura accanto a una scala, uno scaffale con proiettore e un grammofono, e i comandi a schermo

 

Ambienti, storia e progressione

La trama è volutamente essenziale e viene raccontata soprattutto dall’ambiente: documenti, oggetti e dettagli sparsi permettono di ricostruire un po’ alla volta cosa sia successo. Le stanze hanno una buona varietà, dagli spazi moderni e asettici fino a un cinema, un acquario, una cucina, uffici e aree di servizio. La curiosità di scoprire cosa ci sia dietro la porta successiva è uno dei motivi per andare avanti.

Il finale, però, secondo le prime recensioni arriva in modo brusco e lascia poco appagati, soprattutto dopo la fatica per arrivarci. La durata si aggira sulle cinque o sei ore, tentativi inclusi, e scende parecchio una volta imparate le meccaniche. Morire significa ricominciare perdendo gran parte degli oggetti raccolti, mentre documenti e informazioni restano. Alcune scorciatoie aiutano, ma nella seconda metà la ripetizione si fa sentire.

 

Per allungare la vita dell’avventura ci sono anche obiettivi aggiuntivi e un sistema di punteggio, pensati per spingere a rigiocare e a migliorare i risultati. Chi ama il confronto con gli amici troverà un motivo per tornare in casa, chi vuole solo vedere la fine potrà ignorarli senza perdere nulla.

Corridoio in Beyond the Dark: Nightwatch con mensole piene di asciugamani arrotolati illuminate dalla torcia

I difetti emersi finora

  • Gloam troppo aggressivo: in diverse recensioni si parla di un’intelligenza artificiale che sembra sapere dove si trova l’Esploratore, con pause forzate frustranti.
  • Rischio ripetitività: la formula “muori e ricomincia” pesa quando si sbaglia più volte.
  • Imperfezioni tecniche: la creatura può restare incastrata nello scenario e le telecamere non sempre si comportano in modo coerente.
  • Tutorial debole: qualcuno segnala un avvio confuso che mette a dura prova i primi minuti.

Sono problemi che non rovinano l’idea di fondo, ma che si sentono soprattutto quando la coppia non è ancora affiatata. Un nemico meno onnisciente e un avvio più guidato avrebbero reso l’esperienza molto più accogliente.

Comparto tecnico e sonoro

Il gioco usa una versione personalizzata di Unreal Engine 5 e punta più sull’atmosfera che sul realismo: luci basse, stanze scure e contrasto tra ambienti moderni e spazi inquietanti. Non è una vetrina tecnica, ma in un’esperienza dove contano leggibilità e comunicazione è una scelta comprensibile. Il sistema di telecamere dà all’Overseer una prospettiva visiva completamente diversa, ed è la parte che più rafforza l’identità del gioco.

Il sonoro è uno dei punti più convincenti, perché i rumori servono anche a orientarsi e a capire dove si nasconde il pericolo. Gli effetti ambientali e i segnali acustici hanno una funzione pratica, non solo estetica. La colonna sonora è firmata da Oscar Araujo, mentre Troy Baker presta la voce alla narrazione introduttiva, e il risultato dà un po’ di personalità in più a una produzione indipendente.

Friend’s Pass e GameShare: come funziona in pratica

Il gioco richiede due console separate, una per giocatore. Il download pesa circa 6,8 GB e tra le lingue c’è l’italiano. Per giocare in due ci sono due strade, e nelle nostre prove si sono comportate in modo molto diverso.

Il Friend’s Pass gratuito è la soluzione che consigliamo: con un amico, Beyond the Dark: Nightwatch ha girato in modo impeccabile, senza intoppi. Il secondo giocatore non deve comprare il gioco, quindi si spende una volta sola e si gioca in due senza pensieri. In un titolo che non ha alcuna modalità in solitaria, è la scelta che rende l’acquisto davvero sensato.

Il GameShare è più delicato. Qui il gioco viene trasmesso in streaming dalla console dell’host a quella dell’ospite, e la qualità dipende dalla rete: con un Wi-Fi scadente abbiamo visto un gioco a scatti e un video sgranato. In un horror dove bisogna reagire in fretta alle indicazioni del compagno, questo pesa parecchio. Per usarlo servono quindi una rete domestica solida e console vicine al router. Chi ha ancora una Switch 1 in casa può comunque provarlo, ma con le aspettative giuste e una connessione all’altezza.

World Championship: sopravvivere, e magari vincere

Per il lancio parte anche il World Championship ufficiale. Le coppie giocano le proprie partite in streaming su Twitch e competono per il punteggio più alto fino al 2 novembre, con in palio un viaggio per due in Scozia. Per chi ama la competizione è una buona scusa per mettere alla prova il proprio affiatamento, e per tutti gli altri è un modo divertente per guardare come se la cavano le coppie migliori.

Per chi è consigliato

Beyond the Dark: Nightwatch è un horror per chi ha già un compagno di gioco e vuole un’esperienza breve, tesa e fatta di conversazioni più che di combattimenti. Per chi gioca da solo non ha senso, perché l’idea stessa si regge sulla coppia. L’idea è riuscita, l’esecuzione zoppica in più punti: se riesci a perdonare l’IA aggressiva e la ripetizione, e se usi il Friend’s Pass o hai un Wi-Fi all’altezza per il GameShare, può regalare serate memorabili a un prezzo contenuto.

Key art di Beyond the Dark: Nightwatch con una mano nera su sfondo verde e la casa sulla scogliera
Recensione Beyond the Dark: Nightwatch, l’horror per due che vive di parole
Conclusione
Il risultato è un horror dalle idee forti e dalla realizzazione discontinua. Se hai un amico disposto a collaborare e a restare concentrato, Beyond the Dark: Nightwatch offre una serata diversa dal solito, da affrontare con pazienza e con un buon Wi-Fi.
Valutazione dei lettori1 Vote
6
Punti di forza:
Cooperazione asimmetrica originale: i ruoli di Esploratore e Overseer rendono la comunicazione una vera meccanica di gioco, con momenti di grande coinvolgimento.
Atmosfera e sonoro efficaci: la casa, le luci basse e i rumori che guidano e tradiscono creano una tensione costante.
Friend's Pass gratuito: si gioca in due con una sola copia, e nelle nostre prove l'esperienza è stata fluida e senza intoppi.
Punti deboli:
Gloam troppo aggressivo: l'intelligenza artificiale appare poco equilibrata e porta a pause frustranti.
Progressione ripetitiva: ricominciare dopo ogni morte stanca, soprattutto nella seconda metà dell'avventura.
GameShare esigente: con un Wi-Fi scadente il gioco va a scatti e il video diventa sgranato, e anche il tutorial e qualche imperfezione tecnica rallentano l'avvio.
6
Voto:
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