Kit Ellis e Krysta Yang, ex dipendenti Nintendo of America per oltre dieci anni e conduttori di Nintendo Minute, raccontano pro e contro di lavorare in Nintendo nell'episodio 232 del Kit & Krysta Podcast

Ex dipendenti Nintendo rivelano la verità sul lavorarci

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C’è un podcast che offre qualcosa che pochissimi altri possono garantire: uno sguardo autentico e diretto da chi ha vissuto Nintendo of America dall’interno. Nell’episodio 232 del Kit & Krysta Podcast, i due ex dipendenti Kit Ellis e Krysta Yang hanno affrontato una domanda diventata sempre più attuale nel settore videoludico: con l’industria attraversata da licenziamenti continui, è davvero vero che Nintendo resta uno dei posti migliori dove lavorare nel gaming? La risposta, come sempre nel loro stile, è arrivata con un mix di aneddoti personali, onestà brutale e affetto genuino per l’azienda che li ha formati per oltre un decennio.

Chi sono Kit Ellis e Krysta Yang

Per chi non li conoscesse ancora, Kit Ellis e Krysta Yang hanno lavorato per Nintendo of America per oltre dieci anni ciascuno, occupandosi di marketing e comunicazione all’interno dell’azienda. Il loro ruolo più noto al grande pubblico è stato quello di conduttori di Nintendo Minute, la storica serie web ufficiale Nintendo con aggiornamenti, curiosità e contenuti dedicati ai fan. Dopo la chiusura dell’ufficio di San Francisco dove veniva girato lo show — e la conseguente cancellazione di Nintendo Minute — i due hanno lasciato l’azienda nel gennaio 2022, fondando poco dopo Never A Minute Marketing, una società di consulenza marketing per studi di sviluppo indipendenti, e avviando nel febbraio dello stesso anno il Kit & Krysta Podcast, uno show settimanale dove raccontano retroscena, analizzano le notizie del settore e discutono dei giochi che stanno giocando, portando sempre la prospettiva unica di chi ha vissuto Nintendo “da dentro la macchina”.

Pro e contro di lavorare in Nintendo: il quadro tracciato dai due ex dipendenti

Il cuore dell’episodio è un lungo confronto punto per punto tra gli aspetti positivi e negativi dell’esperienza lavorativa in Nintendo. Tra i punti di forza emersi: una visione aziendale di lunghissimo periodo (pianificazione anche a dieci anni e oltre), una stabilità occupazionale rara nel settore — Nintendo non ha mai attuato licenziamenti di massa, nemmeno durante le fasi più difficili come l’era Wii U — e una leadership descritta come genuinamente onesta e non interessata ad arricchirsi a spese dei dipendenti. I due hanno anche sottolineato quanto sia raro, nel mondo tech, lavorare per un’azienda il cui prodotto genera reazioni quasi sempre positive quando lo si nomina agli sconosciuti.

Sul fronte opposto, i conduttori non hanno risparmiato critiche concrete: un equilibrio vita-lavoro praticamente inesistente, con giornate scandite da riunioni continue seguite da ore di lavoro serale, stipendi descritti come stabili ma nettamente inferiori alla media di mercato rispetto ad aziende tech comparabili, e un processo di promozione interna definito estremamente lento e frustrante, capace di generare anni di attesa anche per chi dimostrava competenze evidenti.

Splatoon Raiders: le recensioni e i retroscena del team di sviluppo

Passando alle notizie della settimana, i due hanno commentato l’uscita di Splatoon Raiders, disponibile dal 23 luglio in esclusiva su Nintendo Switch 2, con un punteggio medio Metacritic di 80 — esattamente in linea con la previsione di Krysta della settimana precedente. Tra i voti citati, IGN ha assegnato un 9, VGC un 8 e Giant Bomb un 7, con The Guardian isolato a un più severo 4.

I due hanno anche ripreso alcuni passaggi dell’intervista ufficiale “Chiedi allo sviluppatore” dedicata al gioco, in cui il team spiega perché sia stato scelto uno spin-off invece di un quarto capitolo numerato, e racconta come il concept iniziale — un’isola tropicale idilliaca con Salmonoidi che giocavano con salvagenti — sia stato completamente ripensato dopo che i tester avevano iniziato a provare empatia per quelle creature, sentendosi ingiustamente “aggressori” nei loro confronti. Per chi vuole approfondire questi retroscena nel dettaglio, li trovi nel nostro articolo su Splatoon Raiders: la svolta creativa raccontata dagli sviluppatori, mentre tutti i dettagli sul lancio del gioco sono nel nostro pezzo su Splatoon Raiders disponibile su Nintendo Switch 2.

La risposta legale di Nintendo alla causa collettiva sui dazi

Uno dei momenti più discussi dell’episodio riguarda la risposta legale formale di Nintendo a una causa collettiva intentata da alcuni consumatori statunitensi, che chiedevano un rimborso dopo che l’azienda aveva citato in giudizio il governo USA per recuperare somme pagate in dazi doganali. Nella memoria difensiva, gli avvocati di Nintendo hanno sostenuto che i clienti hanno ricevuto esattamente ciò per cui hanno pagato — un prezzo concordato tra le parti — e che eventuali sviluppi legali successivi relativi ai dazi non danno automaticamente diritto a un rimborso. Kit e Krysta hanno definito il linguaggio “sorprendentemente diretto” per una comunicazione legale, notando il contrasto tra l’immagine pubblica gentile di Nintendo e questo tono decisamente più duro riservato alle aule di tribunale.

Bethesda annuncia il futuro di Fallout ed Elder Scrolls

I due hanno poi commentato un lungo comunicato di Microsoft sui piani futuri di Bethesda, che conferma Fallout 5 come “destinazione a lungo raggio”, un titolo Fallout sviluppato in collaborazione con Obsidian, remaster in lavorazione per Fallout 3 e Fallout: New Vegas, e la conferma che The Elder Scrolls VI resta l’attuale focus di sviluppo principale dello studio. Kit e Krysta hanno espresso una certa preoccupazione per i possessori Nintendo, notando come Bethesda sia stata storicamente molto generosa nel portare i propri titoli su console Nintendo — basti pensare a Oblivion Remastered — ma che il futuro assetto multipiattaforma di questi prossimi progetti resta ancora del tutto incerto.

Cosa stanno giocando: Delta Rune, Rhythm Heaven Groove e un misterioso gioco di treni

Nella sezione dedicata ai giochi del momento, Krysta ha raccontato di essere bloccata al boss finale di Delta Rune dopo quasi tre ore di tentativi, mentre Kit ha già completato il gioco e si dedica ai contenuti secondari. Entrambi hanno inoltre condiviso le loro impressioni sulla modalità multiplayer di Rhythm Heaven Groove, descritta come sorprendentemente più profonda e varia del previsto, con minigiochi sia cooperativi che competitivi per un massimo di quattro giocatori.

Kit ha infine parlato con entusiasmo di un platform arcade ambientato in un Giappone futuristico dove il giocatore controlla direttamente un treno acrobatico capace di fare grind sui binari, arrampicarsi sulle pareti e persino trasformarsi in barca sull’acqua — una descrizione che, tra i continui paragoni con Jet Set Radio citati durante l’episodio, corrisponde con ogni probabilità a Denshattack!, il platform acrobatico di Undercoders di cui abbiamo parlato nel nostro articolo L’erede spirituale di Jet Set Radio (coi treni) è su Switch 2.

Un episodio ricchissimo, che conferma perché il Kit & Krysta Podcast resti uno degli appuntamenti settimanali più seguiti da chi vuole capire Nintendo non solo attraverso i comunicati ufficiali, ma anche attraverso gli occhi di chi ha davvero vissuto l’azienda dall’interno per oltre un decennio.

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