Artwork colorato di Drag x Drive con i volti degli sviluppatori Nintendo in sovrimpressione.

Drag x Drive: Nintendo svela come è nata la sua nuova, folle idea

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Quando Nintendo decide di parlare, lo fa sempre con dovizia di particolari. È appena uscita la ventesima puntata della rubrica “Chiedi allo sviluppatore”, questa volta interamente dedicata a Drag x Drive. La serie di interviste, divisa in tre capitoli, ci porta dietro le quinte di questo nuovo titolo che promette di cambiare il nostro modo di intendere i giochi di guida (e non solo).

Abbiamo letto per voi l’intera intervista pubblicata sul sito ufficiale Nintendo. Ecco i punti fondamentali e le curiosità più interessanti emerse dalle parole dei creatori.

Capitolo 1: Non è solo un gioco di corse

La prima parte dell’intervista si concentra sulle origini. A quanto pare, Drag x Drive non è nato come un semplice gioco di macchine. Gli sviluppatori hanno spiegato che l’idea iniziale ruotava attorno al concetto di “attrito” e “resistenza”.

Non volevano creare l’ennesimo clone di Mario Kart o F-Zero. L’obiettivo era far sentire al giocatore il peso fisico del veicolo. “Drag”, nel titolo, non sta solo per le gare di accelerazione, ma per l’atto fisico di trascinare e gestire la potenza contro una resistenza. È emerso che i primi prototipi erano molto grezzi, basati su cubi che si muovevano in spazi vuoti, per testare se la fisica fosse divertente prima ancora di aggiungere la grafica.

Chiedi allo sviluppatore, parte 20: Drag x Drive – Capitolo 1 | Notizie | Nintendo IT

Capitolo 2: La sfida dei controlli

Il secondo capitolo è forse il più tecnico e interessante per noi giocatori. Il team ha discusso a lungo su come rendere intuitivo un sistema di guida così particolare. La sfida principale è stata bilanciare la velocità (il “Drive”) con la meccanica di aggancio e trascinamento.

  • Accessibilità: Nintendo ha ribadito la sua filosofia: “facile da imparare, difficile da padroneggiare”. Volevano che chiunque potesse prendere il controller e divertirsi subito.
  • Il momento “Aha!”: C’è stato un momento preciso nello sviluppo in cui tutto ha cliccato. Quando hanno introdotto la possibilità di usare l’inerzia per lanciare gli oggetti (o gli avversari) agganciati, il gameplay è passato da “interessante” a “esplosivo”.

Chiedi allo sviluppatore, parte 20: Drag x Drive – Capitolo 2 | Notizie | Nintendo IT

Capitolo 3: Stile visivo e sonoro

Nell’ultima parte, il focus si è spostato sull’estetica. Drag x Drive ha uno stile visivo molto marcato, e gli sviluppatori hanno spiegato che questo serve a rendere leggibile l’azione. Con tutto quello che succede a schermo, una grafica troppo realistica avrebbe creato confusione.

Un dettaglio curioso riguarda il sonoro: gli effetti del motore e delle collisioni sono stati registrati manipolando oggetti reali in studio per dare quella sensazione di “croccantezza” e impatto che il digitale a volte non riesce a replicare. Il messaggio finale del team è chiaro: questo è un gioco fatto per essere “sentito” pad alla mano, non solo guardato.

Chiedi allo sviluppatore, parte 20: Drag x Drive – Capitolo 3 | Notizie | Nintendo IT

Perché leggere queste interviste?

Spesso giochiamo senza pensare a quanto lavoro e quante idee scartate ci siano dietro un prodotto finito. Questa intervista su Drag x Drive è la dimostrazione che in Nintendo la sperimentazione è ancora viva. Se siete curiosi di approfondire ogni singola risposta, trovate i link ai tre capitoli completi direttamente sul portale ufficiale Nintendo.

Voi avete già provato il gioco? Sentite davvero quella “resistenza” di cui parlano gli sviluppatori? Fatecelo sapere nei commenti.

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